
Il lungo periodo (544 anni) definito “Monstrum Apuliae”, terminò il 2 maggio 1810. A decretarlo fu Gioacchino Murat, re di Napoli, che impose la soppressione dei monasteri e l’annessione del territorio di Castellana alla Diocesi di Conversano. Il passaggio dei poteri richiese un processo teso e graduale. Le religiose, guidate dalla badessa Maria Beatrice de’ Rossi, rifiutarono di cedere registri e beni, ma il governo inviò appositi commissari. Territorio e cura delle anime passarono sotto la guida del vescovo Filippo Gonnelli l’8 maggio 1818 con la bolla “De utiliori” di Papa Pio VII. Questo passaggio ebbe un impatto profondo sulla vita di Castellana Grotte cambiando radicalmente la società e l’economia del territorio. Lo sblocco delle terre favorì la nascita di una nuova classe di piccoli proprietari terrieri, ci fu la pacificazione sociale tra la fazione fedele alla Badessa e quella fedele al Vescovo e nacque una nuova giustizia civile che garantiva un sistema penale più moderno e uniforme.
Joseph Dalena
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